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Caffarelli
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Caffarelli o Caffariello, pseudonimo di Gaetano Majorano (Bitonto, 12 aprile 1710Napoli, 31 gennaio 1783cite-ref-1[1]), è stato un cantante castrato italiano del XVIII secolo.

Contents

Note

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Biografia

Figlio di un povero agricoltore, era destinato alla professione di suo padre, ma il suo gusto appassionato per la musica gli fece trascurare le occupazioni in cui lo si voleva impiegare e lo portò a resistere ai castighi inflittigli per impedirgli di andare a sentir cantare nelle chiese. Un musicista, chiamato mwdaCaffaro, notò l'assiduità del giovane contadino alla cappella di cui era maestro e gli sentì unire con giustezza la sua voce a quella degli altri cantori: quel bambino gli ispirava infatti interesse. Volendo assicurarsi della realtà delle sue disposizioni, lo fece venire da lui, lo interrogò e gli fece cantare le scale accompagnandosi col mwdgclavicembalo. Convinto di non essersi ingannato sul giovane Majorano, si recò presso il padre di questo bambino e gli dipinse un quadro così allettante della fortuna destinata a suo figlio col talento che poteva acquisire, che il contadino si lasciò convincere e permise che il futuro virtuoso fosse inviato a mwdwNorcia, per l'operazione di castrazione. Al suo ritorno, Caffaro lo prese con lui e gli insegnò a leggere e a scrivere, gli impartì lezioni sugli elementi della musica, poi lo inviò a mweaNapoli da mweqPorpora, tanto grande come maestro di canto quanto come compositore. Da quel momento, il protetto di Caffaro prese, per riconoscenza, il soprannome di mwegCaffarelli.

Il metodo di Porpora era quello dei più antichi maestri d'Italia; lento, ma sicuro e i cui risultati non sono mai in dubbio quando si applicano a begli organi:

• rendere puro il suono
• preservarlo da ogni inflessione gutturale e nasale
• svilupparlo in tutta la sua ampiezza possibile (lavoro sulle dinamiche del suono, ovvero sulla differenza fra mwgapiano e mwgqforte)
• estendere i limiti dell'organo, tanto al grave quanto all'acuto (lavoro sull'mwgwestensione vocale)
• unire i due registri che all'epoca erano definiti, registro di petto (attualmente definito mwhqmwhgvoce modale e registro di testa o mwhwmwiafalsetto
• dare alla vocalizzazione facilità, agilità, fermezza e legato

dare infine, all'articolazione della parola cantata, la più grande chiarezza possibile, nelle modificazioni dei diversi accenti. L'esecuzione di queste cose è difficile, ma gli elementi sono molto semplici, non bisogna quindi meravigliarsi se, come si riporta, Porpora fece studiare il suo allievo, per cinque anni, su un singolo foglio di carta da musica sul quale aveva tracciato scale lente e veloci, mwiwtrilli, mwjamordenti, mwjqappoggiature semplici e doppie, e alcuni di questi elementi principali che entrano in combinazione gli uni con gli altri. Si dice che facendo ciò, il maestro avesse voluto abbassare l'orgoglio del suo allievo, altri hanno messo in dubbio la verità dell'aneddoto, non potendo persuadersi che si possano impiegare cinque anni ad imparare così poche cose. Fu ciononostante dopo questo lungo studio su un foglio di musica che Porpora disse al suo allievo: «Va' figlio mio, non hai più nulla da imparare, tu sei il più grande cantante del mondo!».

Nel 1724 Caffarelli debuttò al teatro Valle a mwjwRoma e apparve per la prima volta in un ruolo di donna, secondo l'uso del tempo per i giovani castrati. La bellezza della sua voce, la perfezione del suo canto e la regolarità dei tratti del suo viso gli procurarono un successo entusiasmante. Ricercato dai principali teatri d'mwkaItalia, vi si produsse e dappertutto ricevette testimonianze d'ammirazione. Di ritorno a Roma nel 1728, cantò al teatro mwkqArgentina, durante la stagione del mwkgcarnevale, il ruolo di mwkwprimo uomo con un successo senza pari. Più donne di alto rango provarono per lui violente passioni che gli costarono care. Una notte, trovandosi con una dama, per via del marito geloso, fu costretto a rimanere tutta la notte sul fondo di una cisterna vuota che si trovava in giardino. Ne uscì con un catarro che lo tenne a letto quasi un mese. La donna che lo proteggeva, ben sapendo dove poteva arrivare la gelosia del suo sposo, mise Caffarelli sotto la protezione di quattro spadaccini che lo seguivano da lontano ovunque egli andasse. Quest'avventura non ebbe seguiti più pericolosi e il cantante partì da Roma nel 1730 per recarsi a mwlaLondra.

Dopo avervi passato più anni e accumulato ricchezze considerevoli, riprese la via dell'Italia; mwlgTorino, mwlwGenova, mwmaMilano, mwmqFirenze e mwmgVenezia l'accolsero con entusiasmo. A Napoli il suo talento provocò un vero delirio; mentre era in questa città, venne a sapere che mwmwGizziello doveva debuttare a Roma. Non conoscendo questo cantante, di cui aveva sentito spesso elogiare i meriti, prese la posta, viaggiò tutta la notte e arrivato a Roma si recò a Teatro, avvolto nel suo mantello. Seduto in platea, l'ascoltò dapprima in silenzio, poi, trascinato dal piacere che provava gridò: «Bravo! Bravissimo Gizziello, è Caffarelli che te lo dice!». Poi ritornò a Napoli con la stessa precipitazione. Quando vi arrivò, si fecero moltissime congetture sulla sua scomparsa e non ebbe che il tempo di vestirsi per cantare in un'opera seria. Il 25 ottobre mwna1734 è Farnaspe nella prima assoluta di mwnqmwngAdriano in Siria di mwnwGiovanni Battista Pergolesi al mwoaTeatro San Bartolomeo di Napoli.

Al mwogKing's Theatre di Londra nel mwow1738 è il protagonista nelle prime assolute di mwpamwpqFaramondo diretto dal compositore con mwpgÉlisabeth Duparc, mwpwAntonio Montagnana, mwqaMaria Antonia Marchesini, mwqqMargherita Chimenti ed mwqgAntonia Merighi, di mwqwAlessandro Severo diretto dal compositore con la Duparc, la Chimenti, la Merighi, la Marchesini e Montagnana ed in aprile di mwraSerse diretto dal compositore con la Duparc, la Chimenti, la Merighi, la Marchesini e Montagnana. Nel dicembre successivo è Serse nella prima assoluta di mwrqTemistocle di mwrgGiovanni Alberto Ristori con mwrwVittoria Tesi al mwsaTeatro San Carlo di Napoli dove nel mwsq1739 è Mitrane nella prima assoluta di mwsgDemetrio di mwswLeonardo Leo con mwtaAngelo Amorevoli e Sibari in mwtqSemiramide riconosciuta di mwtgNicola Porpora con la Tesi. A Londra nel 1739 è Abner nella prima assoluta di mwtwmwuaSaul diretto dal compositore con mwuqGustavus Waltz, mwugCecilia Young, la Duparc, mwuwJohn Beard, la Marchesini ed mwvaAnna Maria Strada del Pò.

A Napoli al San Carlo nel mwvg1740 con la Strada del Po' è Siroe nella prima assoluta di mwvwSiroe, re di Persia di mwwaDavide Perez ed il protagonista nella prima assoluta di mwwqTiridate di Porpora, nel mwwg1741 Admeto nella prima assoluta di mwwwOlimpia nell'isola di Ebuda di mwxaGaetano Latilla diretto dal compositore, il protagonista in mwxqEzio di mwxgDomenico Sarro con mwxwGiovanna Astrua e Timante nella prima assoluta di mwyaDemofoonte di Leo con la Astrua, nel mwyq1742 con la Astrua, Cambise in mwygCiro riconosciuto di Leo, Oreste nella prima assoluta di mwywAndromaca di Leo e Rodope in mwzaIssipile di mwzqJohann Adolf Hasse, nel mwzg1743 con la Astrua, Claudio in mwzwAlessandro Severo di Sarro, Megabise in mwaamwaqArtaserse e Licida in mwagmwawL'Olimpiade di Leo, nel mwba1744 con la Astrua, Enea in mwbqDidone abbandonata di Hasse, Mirteo nella prima assoluta di mwbgSemiramide riconosciuta di Hasse ed Alessandro in mwbwAntigono di Hasse, nel mwca1745 il protagonista nella prima assoluta di mwcqAchille in Sciro di mwcgGennaro Manna con la Astrua e Berenice nella prima assoluta di mwcwLucio Vero di Manna con mwdaAnnibale Pio Fabri, nel mwdq1746 con la Astrua e Fabri Quinto Fabio in mwdgLucio Papirio di Hasse e Volusio in mwdwCajo Fabricio di Hasse, nel mwea1747 Teseo nella prima assoluta di mweqArianna e Teseo di mwegGiuseppe de Majo con la Astrua, Siroe in mwewSiroe, re di Persia di Hasse con la Tesi e mwfaGioacchino Conti, Antigone nella prima assoluta di mwfqIl sogno d'Olimpia di de Majo con la Tesi e Conti al mwfgPalazzo Reale di Napoli e poi al San Carlo e Farnaspe nella prima assoluta di mwfwAdriano in Siria di Latilla con la Tesi e nel mwga1748 con la Tesi e Conti Anassimandro nella prima assoluta di mwgqMerope di mwggGioacchino Cocchi e Libanio nella prima assoluta di mwgwSiface re di Numidia di Cocchi.

Nel 1740 tornò a Venezia dove ebbe ottocento zecchini antichi d'ingaggio e settecento zecchini per tre mesi, somma considerevole per il tempo e che nessun cantante prima di lui aveva ottenuto. Dopo questa stagione Caffarelli sembrò aver rinunciato al teatro, ma ripartì per Torino nel 1746, poi andò a Firenze e Milano. mwhqMaria Giuseppina di Sassonia, mwhgdelfina di mwhwFrancia, la quale amava la musica, lo fece venire a mwiaParigi nel 1750. Vi cantò in più concerti spirituali, suscitando insieme meraviglia e ammirazione. mwiqLuigi XV incaricò uno dei suoi primi gentiluomini di fargli un dono. Rientrato in Italia per non allontanarsene più e avendo acquisito grandi ricchezze, comprò il ducato di Santo Donato, di cui prese il titolo e che lasciò dopo la sua morte a suo nipote, con una rendita di mwiw14 000 ducati. Fu tra i maestri dell'andriese mwjaFarinelli.

Poco prima della sua dipartita, fece costruire un palazzo (mwkgpalazzo Majorana) sul quale appose un'orgogliosa iscrizione:

(latino)

«Amphyon Thebas, ego domum»

(italiano)

«Anfione [costruì] Tebe, io una casa»

Inoltre, si narra che un buontempone, in riferimento al fatto che il Caffarelli fosse castrato, scrisse al di sotto dell'incisione:

(latino)

«Ille cum, sine tu»

(italiano)

«Quello con, tu senza»

Caffarelli morì a Santo Donato, il 30 novembre 1783 o, secondo altri, il primo febbraio dello stesso anno.

Fu sepolto a Napoli nella chiesa dei mwmaCappuccini di mwmqS. Eframo.

Considerazioni sull'artista

La sua voce non poteva essere paragonata a nessun'altra, esclusa quella del solo Farinelli (che poi divenne il più celebre castrato di tutti i tempi), tanto per l'estensione che per la forza unita alla dolcezza dei suoni. Egualmente notevole nel canto lento e nei passaggi d'agilità, eseguiva con perfezione prima sconosciuta trilli e scale cromatiche, sembra anzi essere stato il primo ad introdurle nello stile di canto dell'opera. Suonava bene il clavicembalo, leggeva ogni tipo di musica a prima vista e sovente improvvisava.

Tuttavia, Caffarelli era anche molto capriccioso, arrogante, egocentrico e dispotico verso i colleghi, che di solito ostacolava con ogni mezzo; secondo il musicologo P. Barbier (mwnqGli evirati cantori, 1989) Caffarelli esigeva di essere a lungo corteggiato da compositori e impresari prima di accettare futuri ingaggi (e mwngGluck, che non lo fece, lo indispettì a lungo); a volte, persino durante la rappresentazione di un'opera, derideva il collega che stava in quel momento cantando, facendogli l'eco, andando a parlottare con persone dietro le quinte o nei palchi, rumoreggiando, starnutendo e suscitando l'ilarità del pubblico. Capitarono zuffe e liti sul palco, e una volta persino a una messa cantata, in cui Caffarelli picchiò e buttò fuori un giovane castrato.

Barbier sottolinea come furono probabilmente gli eccessi capricciosi di Caffarelli a stancare ed allontanare il pubblico italiano dalle figure dei castrati come divi assoluti della musica e della buona società, ruolo che avevano avuto dalla prima metà del '600 ad allora; già ai tempi di Farinelli (pochi anni dopo), le cantanti femmine avevano in gran parte soppiantato i castrati, perlomeno nelle parti operistiche e teatrali, se non in quelle religiose, e all'inizio del XIX secolo il numero di questi ultimi era di molto diminuito, così come il numero dei conservatori napoletani che li allevavano.

Riferimenti culturali

• È nominato dall'anziano Don Bartolo nel secondo atto del mwowmwpaBarbiere di Siviglia di mwpqRossini quale esempio della maestria dei cantanti del suo tempo.

Ah, quando, per esempio

cantava Caffariello

quell'aria portentosa la ra la...

sentite don Alonso, eccola qua

Quando mi sei vicina, amabile Rosina

(L'aria dice Giannina ma io dico Rosina)

il cor mi brilla in petto, mi balla il minuetto

• Caffarelli è uno dei pochi personaggi realmente esistiti che compaiono nel mwrwromanzo di mwsaAnne Rice mwsqmwsgUn grido fino al cielo, ambientato nel mondo dell'mwswopera italiana del XVIII secolo.

Note

cite-note-11. Dean, Winton. "Caffarelli." In Grove Music Online. Oxford Music Online, mwug. Riportato il 30 maggio 2010. (Testo in lingua inglese.)

Bibliografia

• mwvgWinton Dean, "Caffarelli", a cura di Laura Macy, collana Grove Music Online. Oxford Music Online, Oxford University Press.
• Heriot, A: mwwaThe Castrati in Opera (London, 1956)
• Rosselli, J: mwwgThe Castrati as a Professional Group and a Social Phenomenon, 1550–1830 (Acta Musicologica LX, 1988, p143-179)
• mwxaAlfredo Giovine, Articolo: Caffarelli, in Die Musik in Geschichte und Gegenwart, 1 CD-ROM, Berlino, DirectMedia, 2004, ISBN 3-89853-160-0.
• Hubert Ortkemper: mwxgCaffarelli. Das Leben des Kastraten Gaetano Majorano, genannt Caffarelli (= mwxwInsel-Taschenbuch, Bd. 2599). Insel-Verlag, Frankfurt a.M. 2000, ISBN 3-458-34299-0.
• Hubert Ortkemper: mwygEngel wider Willen. Die Welt der Kastraten; eine andere Operngeschichte. dtv, München 1995, ISBN 3-423-30468-5.
• Margriet de Moor: mwzqDer Virtuose. Hanser, München / Wien 1994, ISBN 3-446-17869-4.
• Luigi Tulliomw0a, Il destino nelle note, Progeditmw0q, Bari 2021

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefdbiLeonella Grasso Caprioli, MAJORANO, Gaetano, detto Caffarelli, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 67, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2006.
• (EN) Caffarelli, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.